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linee guidaA cura di Alberto Apostoli

Sono state diffuse le nuove linee guida del WHO (World Health Organization) per la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico.

Scontata l’attenzione al trattamento locale della ferita chirurgica: per quanto riguarda gli aspetti relativi alle medicazioni voglio segnalarvi due aspetti nuovi.  

Il primo è il paragrafo 4.25 che suggerisce di non utilizzare medicazioni avanzate con l’obiettivo di prevenire le infezioni chirurgiche: le medicazioni chiamate in causa sono quelle idroattive, gli idrocolloidi, quelle contenenti argento o PHMB. Il comitato del WHO afferma che questi composti possono sviluppare resistenze batteriche (e questo lo sapevamo, anche se ci volevano far credere il contrario) e allergie. La medicazione ideale dovrebbe assorbire l’essudato, essere sterile, posizionata con tecnica asettica, non rimossa nelle prime 48 ore, e possibilmente trasparente. Una “idealità” lontana da tante realtà cliniche.

L’altro aspetto che segnalo è il paragrafo 4.19 che riguarda l’uso delle terapie (oramai è il caso di usare il plurale) basate sulla pressione topica negativa (Negative Pressure Wound Therapy, NPWT). Il gruppo di esperti consiglia (raccomandazione con basso livello delle prove di efficacia) l’uso preventivo di questi dispositivi (escluso l’ambito pediatrico) nei pazienti con ferite chirurgiche ad alto rischio di infezione tenendo conto delle risorse economiche (un membro mette nero su bianco la sua contrarietà). Le condizioni che possono mettere il paziente a rischio di sviluppare infezioni del sito chirurgico e che potrebbero beneficiare della NPWT sono la scarsa perfusione dei tessuti dovuta a traumi, spazi morti sottostanti, sanguinamento, ematomi, contaminazione intraoperatoria.

Detta così sembrerebbe che un’ampia popolazione possa beneficiare del dispositivo, anche se le prove di efficacia sono davvero molto limitate: in modo particolare mancano quegli studi che permetterebbero di mirare in modo selezionato l’intervento, cioè di rispondere in quali pazienti, con quali condizioni e con quale probabilità possiamo affermare che la NPWT previene le infezioni del sito chirurgico.

Una dichiarazione “pesante”, quindi, quella del WHO, anche per l’impatto economico e le implicazioni sulle politiche sanitarie locali che avrà questa affermazione: chi vorrà rinunciare a “prevenire il rischio” di un’infezione? 

 

Fonti consultate

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Citazione: Apostoli A. (2016) “Le nuove linee guida del WHO sulle infezioni del sito chirurgico: un paio di questioni critiche”. Disponibile da: https://nonsolomedicazioni.it. Ultimo accesso: gg/mm/aa

Pubblicato: 4 novembre 2016

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