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yes no maybe

A cura di Alberto Apostoli

 

È sicuro che attualmente nessuno sappia dire neanche con un certo margine di approssimazione quanti tipi di medicazioni (e dispositivi) esistono sul mercato.

Siamo a un picco massimo di offerta che incontra una grandissima concorrenza, sovrapposizione, cannibalizzazione tra aziende, rami d’azienda e marchi.

Nessun Autore che scrive nel campo delle lesioni cutanee si inerpica nella lunga (e praticamente impossibile) avventura rappresentata dal censimento delle medicazioni esistenti. 

Mauro Miselli (1995) citava più di 2000 trattamenti esistenti; qualche take sul WEB cita il numero di 3000 tipi di medicazioni differenti, ma il numero è sicuramente sottostimato e destinato ad aumentare grazie al fatto che il mercato è promettente, anche se difficile. A solo titolo di esempio, un recente rapporto di HTA (Health Technology Assessment) realizzato per conto dell’Agency for Healthcare Research and Quality (Snyder et al, 2012) considera nella sola categoria dei sostituti cutanei 57 prodotti diversi, ma gli Autori affermano che l’elenco non è esaustivo.

All’anno 2014 risultano presenti sul mercato almeno 17 aziende che producono e commercializzano dispositivi a pressione topica negativa, ma anche in questo caso la ricerca non è sicuramente esaustiva e in ogni caso bisogna tener conto che alcune aziende propongono più dispositivi con lo stesso principio di funzionamento.

L’enorme numero di presidi e dispositivi non tiene conto dell’evoluzione del concetto stesso che ha subito il termine “medicazione” nel corso degli anni: a fianco delle medicazioni tradizionali, ancora molto usate, si sono diffuse le “avanzate” (cioè che riconoscono come elemento cardine l’ambiente umido favorevole alla guarigione); negli anni 2000 si sono affermate le medicazioni “bio-attive” (cioè che contengono sostanze che interagiscono con i processi di guarigione), accompagnate dall’ingegneria tessutale e affiancate da una varietà di dispositivi tecnologici (terapia a pressione topica negativa, ossigenoterapia iperbarica, elettrostimolazione, ecc).

Tutto questo ha polverizzato il mercato del wound care, creando spesso disorientamento degli operatori che antepongono l’ultimo quesito che va posto (“Che cosa ci metto su?”) all’interno di un percorso assistenziale strutturato a questione essenziale e fondamentale.

Il mercato del wound care è sicuramente caratterizzato da continue innovazioni (talora molto costose) e molti interessi economici; la spinta a “provare” l’ultimo ritrovato è spesso forte.

Possiamo considerare che il mercato delle medicazioni abbia gli stessi percorsi dei farmaci: molti non sono “nuovi farmaci” anche se così vengono venduti e proposti, ma “me-too” (ancora io), cioè “copie” della vecchia versione con minime variazioni: in farmacologia esistono tantissimi esempi di farmaci “me-too” e altrettante se ne possono individuare nel settore delle medicazioni, medicazioni simili con minime variazioni dei componenti.

La tendenza attuale delle aziende produttrici è quella di favorire i prodotti ad elevato contenuto tecnologico ampliando e differenziando le indicazioni di utilizzo (si pensi alla diffusione dei dispositivi a pressione topica negativa, ai kit per diagnosticare la presenza di metalloproteasi, agli scanner portatili per la rilevazione precoce di lesioni da pressione, ecc) o favorendo quei presidi maggiormente “avanzati” che, con un presunto valore aggiuntivo tutto da provare, garantiscono ampi margini di guadagno alle aziende (le medicazioni bio-attive, le medicazioni antisettiche, i sostituti dermici, ecc).

Ciò che manca è un sistema di verifica e di controllo degli esiti sul paziente e sul sistema sanitario nel suo complesso: reggerà un sistema sempre più costoso a fronte di continui restrizioni economiche? Quali scelte faranno gli infermieri, e chi guiderà queste scelte?

 

Fonti consultate

  • Miselli M. (1995) Assistenza al paziente domiciliare. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma.
  • Snyder DL, Sullivan N, Schoelles KM. (2012) Skin substitutes for treating chronic wounds. Rockville (MD): Agency for Healthcare Research and Quality (US). Disponibile da: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK248353  Ultimo accesso: 02-02-2016

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Citazione: Apostoli A. (2016) “Il mondo delle medicazioni: un mercato polverizzato, un operatore disorientato”. Disponibile da: https://nonsolomedicazioni.it Ultimo accesso: gg/mm/aa

Pubblicato: 31 marzo 2016

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